NADIA STRACCIA SI RACCONTA IN
"SCUSA IL RITARDO"

Una professionista preparata e una persona di una simpatia travolgente, Nadia Straccia ha accettato gentilmente di rispondere ad alcune domande riguardanti la lavorazione della pellicola "Scusa il Ritardo": pertanto la ringraziamo di cuore.
Parlaci del tuo personaggio e di come e con chi interagisce all'interno della storia.
Io interpreto Marta, l'insegnante di recitazione di Giorgia. Una donna forte, risoluta e sicura di sé, con alle spalle anni di esperienza come attrice. E' una donna tutta d'un pezzo e nonostante abbia molto a cuore Giorgia, il suo carattere un po' marziale non lascia mai trapelare il suo lato sensibile. Marta vede Giorgia come una figlia, forse vede in lei sé stessa. Segue con molto scrupolo gli sviluppi professionali e personali di Giorgia e un giorno, dopo una lezione in sala prove, Marta ha la certezza che lo stato d'animo deconcentrato e di cattivo umore ormai costante di Giorgia, nasconda qualcosa che necessita attenzione. Si sente in dovere di darle dei consigli materni che da quel momento faranno prendere a Giorgia tutta una serie di nuove decisioni.
Cosa ti ha spinto ad accettare questo ruolo?

Il regista Piergiorgio Seidita ha affermato "la storia d'amore più bella l'ho scritta in "Scusa il Ritardo"...ti senti la responsabilità di essere una degli interpreti di una sceneggiatura che ha avuto una definizione così importante?
Sicuramente ogni personaggio ha contribuito, a vari livelli, a rendere questa storia quella che Piergiorgio definisce "la storia d'amore più bella che ho scritto". La responsabilità' c'è nel momento in cui accetti, come dicevo prima, di metterti a servizio del personaggio e del regista; c'è quando accetti di impegnarti e inizi la ricerca del personaggio, continuando a farlo vivere nei giorni in cui si gira. Ci si sente responsabili si, ma nel senso di fare un buon lavoro, di dare il massimo ma dopo un'affermazione del genere sento più' il senso di gratitudine, il privilegio e l'onore di averne fatto parte.
Come è stato il rapporto con i tuoi colleghi sul set?

E' la prima volta che affronti la macchina da presa?
No, non è la prima volta .
Quali sono le differenze sostanziali tra recitare su di un palcoscenico e davanti ad una telecamera?
Per me sono due mondi diversi ma che si accomunano soprattutto nell'essere entrambe una ricerca interiore, un'interpretazione di un personaggio con il quale ti confronti e del quale prendi di te ciò' che serve per farlo nascere. Sali sul palcoscenico con la tensione che incalza, con la platea che ti guarda, che ti osserva e che talvolta si emoziona sprigionando un'energia umana che ti sta a pochi metri. Pubblico che non vedi ma del quale senti quasi il respiro e che non vuoi deludere. Davanti alla telecamera a volte si riesce a trovare una maggiore serenità nella ricerca e nell'interpretazione. E' un po' come la differenza che c'è tra registrare un brano in studio e cantarlo su un palco live con tutta l'emozione, il panico e le farfalline nello stomaco annesse!
Futuri progetti cinematografici?
Certo, lo spero!
Ti ributterai sul tuo primo amore cioè il teatro?
...a quello non rinuncerò mai!
(Roby)
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