PICCOLO TEATRO STUDIO MELATO DI MILANO
"AGORA' DELLA CULTURA"
LO STUDIO DIVENTA ARENA DELLE IDEE
Dal 9 aprile 2025
Una piazza aperta dove riscoprire il piacere di conoscere, ma anche di riconoscersi come parte attiva della società civile. Questo è il principio che ispira “Agorà della cultura”, ciclo di appuntamenti di alta divulgazione che il Piccolo Teatro di Milano presenta, tra aprile e maggio 2025, nella cornice del Teatro Studio Melato.
Quattro sono gli incontri che accompagnano il pubblico milanese a scoprire la molteplicità del nostro tempo, declinandola attraverso diversi ambiti e prospettive, che spaziano dalla medicina alla scienza, dall’arte all’architettura, dal sapere tecnologico a quello umanistico. Per ogni appuntamento, due nomi d’eccezione – tra studiosi, esperti e professionisti di settore – danno vita a una conversazione aperta, tra divulgazione, approfondimenti e curiosità, coordinata dalle domande e dagli interventi di alcune figure di rilievo del mondo del giornalismo.
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Mercoledì 9 aprile, ore 18.00
Il molteplice e il complesso.
Dialogo sopra i due massimi sistemi (del corpo)
Incontro con Alberto Mantovani e Michela Matteoli
Coordina Silvia Bencivelli
Ogni cervello è il risultato di una combinazione di fattori genetici, esperienziali e ambientali che lo rendono unico. La variabilità nella struttura, nelle connessioni neurali e nelle risposte agli stimoli è ciò che contribuisce alla nostra individualità, alle differenze nei comportamenti, nelle capacità cognitive e nelle esperienze emotive.
Il sistema immunitario si comporta come un’orchestra, in cui tutti gli orchestrali e gli strumenti – ossia le numerose e diverse cellule e molecole che lo compongono – lavorano insieme in modo armonico per difendere il nostro organismo e mantenerne una vita equilibrata. Ma come comunicano tra loro questi due “massimi sistemi” del nostro corpo, in cui si riflettono la molteplicità e la complessità della nostra biologia e della nostra vita? Quali implicazioni derivano da questo dialogo per la nostra salute? Intorno a queste e ad altre domande ruota la conversazione tra Alberto Mantovani e Michela Matteoli (Humanitas University). Modera Silvia Bencivelli.
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Lunedì 28 aprile, ore 18.00
Sui mondi possibili.
Come raccontare l’universo e le sue specie
Incontro con Telmo Pievani ed Ersilia Vaudo Scarpetta
Coordina Elisabetta Tola
«Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili». Le parole di Italo Calvino – che accompagnano la lezione “americana” dello scrittore sulla “molteplicità” – diventano il vademecum per questo dialogo tra Telmo Pievani ed Ersilia Vaudo Scarpetta intorno all’universo, alla varietà delle specie che lo abitano, ai molteplici linguaggi necessari per raccontare la scienza.
Il “morfospazio” e la “molteplicità dei mondi possibili” diventano così un modo di guardare a ciò che ci circonda: un modello scientifico per studiare animali e proteine, per concepire il cosmo e le possibili dimensioni “arrotolate su sé stesse” e a noi invisibili che lo potrebbero caratterizzare, «un sistema» per dirla ancora con Calvino «di moltiplicazione dei possibili per esorcizzare la tragicità dell’unicità».
Lunedì 28 aprile, ore 18.00
Sui mondi possibili.
Come raccontare l’universo e le sue specie
Incontro con Telmo Pievani ed Ersilia Vaudo Scarpetta
Coordina Elisabetta Tola
«Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili». Le parole di Italo Calvino – che accompagnano la lezione “americana” dello scrittore sulla “molteplicità” – diventano il vademecum per questo dialogo tra Telmo Pievani ed Ersilia Vaudo Scarpetta intorno all’universo, alla varietà delle specie che lo abitano, ai molteplici linguaggi necessari per raccontare la scienza.
Il “morfospazio” e la “molteplicità dei mondi possibili” diventano così un modo di guardare a ciò che ci circonda: un modello scientifico per studiare animali e proteine, per concepire il cosmo e le possibili dimensioni “arrotolate su sé stesse” e a noi invisibili che lo potrebbero caratterizzare, «un sistema» per dirla ancora con Calvino «di moltiplicazione dei possibili per esorcizzare la tragicità dell’unicità».
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Lunedì 19 maggio, ore 18.00
Prometeo incontra Socrate.
Interrogare il contemporaneo tra tecnologia e pensiero umanistico
Incontro con Ivano Dionigi e Franco Locatelli
Coordina Roberta Scorranese
La tecnica nata come alleata della scienza non è più uno strumento, ma una protesi che travalica l’uomo, andando essa ormai a intaccare gli stessi domini del linguaggio. Siamo presi nella prospettiva di creare qualcosa che ci superi. Cosa ci dicono i classici su scienza, tecnologia e macchine, se non una riproduzione del rapporto tra uomo e natura? I tempi spiegano le tecnologie ma chi spiega i tempi? Quale l’origine e il fondamento delle cosiddette “due culture”, scientia e tecnica da un lato, studia humanitatis dall’altro? Oggi più che mai – ci racconta questo dialogo tra Ivano Dionigi e Franco Locatelli, coordinato da Roberta Scorranese – è necessario che Prometeo, sovrano del sapere tecnologico, incontri Socrate, simbolo del pensiero umanistico-filosofico e “professionista” di un’ignoranza capace di interrogare criticamente e con pensieri lunghi ciò che ci circonda, di esplorare i fini, interpretando la vita. Quanto serve per riportare compiutamente al centro della scena l’attenzione suprema sul valore dell’uomo.
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Lunedì 26 maggio, ore 18.00
Sulla vita delle forme
Un dialogo tra uno storico dell’arte (nato nel 1961) e un architetto (nato nel 1956),
tra scuola e memoria, effimero e duraturo, allestimenti e città.
Incontro con Giovanni Agosti e Stefano Boeri
Coordina Roberta Scorranese
«L'opera d'arte è un tentativo verso l'unico, si afferma come un tutto, come un assoluto e, nello stesso tempo, appartiene a un sistema di relazioni complesse». Riprendendo titolo e ispirazione da una celebre riflessione di Henri Focillon dedicata al rapporto tra vita e forma, tra creazione “interiore” e il suo reificarsi nello spazio e nel tempo, uno storico dell’arte nato nel 1961, Giovanni Agosti, e un architetto nato nel 1956, Stefano Boeri, danno vita a un dialogo tra scuola e memoria, tra effimero e duraturo, tra allestimenti e città. Coordina Roberta Scorranese.
Durata: 60 minuti senza intervallo
Lunedì 26 maggio, ore 18.00
Sulla vita delle forme
Un dialogo tra uno storico dell’arte (nato nel 1961) e un architetto (nato nel 1956),
tra scuola e memoria, effimero e duraturo, allestimenti e città.
Incontro con Giovanni Agosti e Stefano Boeri
Coordina Roberta Scorranese
«L'opera d'arte è un tentativo verso l'unico, si afferma come un tutto, come un assoluto e, nello stesso tempo, appartiene a un sistema di relazioni complesse». Riprendendo titolo e ispirazione da una celebre riflessione di Henri Focillon dedicata al rapporto tra vita e forma, tra creazione “interiore” e il suo reificarsi nello spazio e nel tempo, uno storico dell’arte nato nel 1961, Giovanni Agosti, e un architetto nato nel 1956, Stefano Boeri, danno vita a un dialogo tra scuola e memoria, tra effimero e duraturo, tra allestimenti e città. Coordina Roberta Scorranese.
Durata: 60 minuti senza intervallo
Quattro incontri tra aprile e maggio
con Giovanni Agosti, Stefano Boeri, Ivano Dionigi, Franco Locatelli,
Alberto Mantovani, Michela Matteoli, Telmo Pievani, Ersilia Vaudo Scarpetta
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria su www.piccoloteatro.org
con Giovanni Agosti, Stefano Boeri, Ivano Dionigi, Franco Locatelli,
Alberto Mantovani, Michela Matteoli, Telmo Pievani, Ersilia Vaudo Scarpetta
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria su www.piccoloteatro.org
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